Sei incinta? Pensione dimezzata!
di Stefano Biavaschi
La manovra che il governo Monti sta varando non consiste solo nell'innalzare l'età pensionabile o l'anzianità contributiva. Di fatto tale manovra ridurrà l'importo delle pensioni stesse. Sia per gli uomini che per le donne.
Per gli uomini perché l'innalzamento dell'età contributiva impedirà l'andare in pensione con il massimo. Chi potrà vantarsi di avere 42 anni di contributi alle spalle? Oggi (anzi, da molto tempo ormai) si trova lavoro solo dopo anni di laurea, di ricerca del posto di lavoro. L'andare in pensione a 67 anni presuppone che uno abbia cominciato a versare contributi quando ne aveva 25. Ma a chi accade più oggigiorno? Inoltre vi sono alcuni profili professionali (come il medico per esempio, ma ora si può dire anche per l'insegnante) in cui le varie specializzazioni e tirocini inducono ormai a ricevere uno stipendio solo verso i 30 anni. Con la disoccupazione questo fenomeno si sta estendendo un po' a tutte le categorie. In tal caso a 67 anni si avranno solo 37 anni di contributi: 5 anni in meno per avere la pensione intera. I 42 anni contributivi si raggiungerebbero infatti (ipoteticamente) solo a 72 anni. Ma 5 anni prima la pensione verrebbe dunque tagliata. E' vero che tale taglio poteva verificarsi anche con i 40 contributivi, ma chi è disposto a tenersi ancora un lavoratore di 72 anni? E' anche vero che si possono riscattare gli anni di laurea, ma l'esosa somma da versare all'Inps sarebbe davvero conveniente per un 72enne?
Quanto alle donne, sono ancora più penalizzate, non solo per i motivi indicati sopra, ma anche perché se hanno più gravidanze nella loro vita, i 42 anni di contributi non li vedono neanche col lanternino. Quale donna non prolunga infatti la sua maternità oltre l'astensione obbligatoria legata al parto? Quale donna riesce a fare a meno dell'astensione prolungata, dei congedi supplementari facoltativi, delle aspettative non retribuite? Spesso si attende che il bambino compia almeno un anno per inserirlo in un nido. Ma oggi i nidi sono pieni e in più costano troppo, e i bambini (malattie a parte) trovano collocazione solo molto più tardi nella scuola dell'infanzia.
Inoltre le madri stanno per necessità ricorrendo sempre più frequentemente al part-time, per poter gestire contemporaneamente famiglia e lavoro. E questo crea loro un ulteriore danno contributivo.
L'Associazione Nazionale Famiglie Numerose sta perciò chiedendo al Governo ti tenere conto di questi fattori, presentando precisi emendamenti in cui vengano riconosciuti due anni di pensione per ogni gravidanza. Speriamo che alla fine la Fornero ne possa riconoscere almeno uno.
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